Le norme di sicurezza negli impianti elettrici

Il Test Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008 e S.m.i) detta le norme sicurezza impianti elettrici che il Datore di Lavoro deve mettere in campo per l’efficienza dell’impianto, assicurando l’adeguato livello di sicurezza per il personale e i beni.

Le misure indicate hanno lo scopo di mantenere o riportare l’impianto elettronico in condizioni di efficienza sia in termini di funzionalità che di sicurezza.

Secondo l’art.1, comma2 del DM37/8, la manutenzione degli impianti elettrici è un obbligo di legge per proprietari, responsabili e amministratori di impianti elettrici.

Il soggetto responsabile deve mettere in campo tutte le misure necessarie a garantire le caratteristiche previste dalla normativa di sicurezza degli impianti elettrici, tenendo conto delle istruzioni fornite dall’impresa esecutrice dei lavori di realizzazione degli impianti.

 Il rischio elettrico

Con il termine rischio elettrico si intendono le probabilità di un soggetto di subire degli effetti derivanti da contatti accidentali con elementi di tensione o da arco elettrico. La legge sulla sicurezza impianti elettrici parla anche del rischio elettrico legato alla salvaguardia di immobili, macchinari, attrezzature e impianti, che devono essere realizzati evitando il pericolo di incendi ed esplosioni.

Uno delle maggiori cause di rischio elettrico per i lavoratori è dovuto alla mancanza di barriere di sicurezza e cartelli di pericolo, di cui sono regolarmente dotati gli impianti  o le apparecchiature, per cui l’esposizione avviene solo in seguito a mancanze o incuria nell’uso.

Altri lavoratori sono esposti a situazioni di rischio a causa del tipo di attività svolta sugli impianti elettrici, ad esempio, la verifica e manutenzione degli stessi; infine, ulteriori lavoratori corrono rischi dovuti all’esecuzione della propria attività lavorativa in prossimità di impianti elettrici come nel caso di attività di nei cantieri edili in prossimità di linee elettriche aeree.

In tutte queste situazioni a rischio, decorrono gli obblighi previsto dal Capo II del D.Lg 81/2008, in particolare sulle misure di prevenzione e protezione per il Datore di lavoro (Art.18). Tutti gli obblighi delle aziende sono invece definiti negli art. 80 e 87.

In sintesi, dopo la valutazione del rischio elettrico, il datore di lavoro adotta tutte le misure tecniche e organizzative per eliminare o ridurre i rischi, individua i dispositivi di protezione individuali e collettivi necessari per svolgere in sicurezza le proprie attività lavorative e predispone procedure d’uso e di manutenzione, oltre che ad accertarsi che venga mantenuto un ottimo livello di sicurezza degli impianti.

Principali componenti di un impianto elettrico

Un impianto elettrico ha dei componenti principali che sono:

  • Quadro elettrico o centralino
  • Impianto di messa a terra che serve a scaricare l’elettricità al suolo nel caso si verifichi un improvviso picco di tensione
  • Prese elettriche per l’allacciamento di apparecchiature elettroniche
  • Interruttori per permettere l’accensione e lo spegnimento
  • Circuiti elettrici
  • Cavi conduttori

Sicurezza degli operatori

Gli esecutori dei lavori sotto tensione sono soggetti a rischi elettrici quali shock elettrico e ustioni dovute al contatto diretto con tensioni pericolose ed effetti dannosi dovuti all’arco elettrico provocato da cortocircuito o da interruzione di circuiti con correnti circolanti elevate.

La sicurezza dei lavoratori nei lavori elettrici è basata sulla loro formazione e sulla scrupolosa osservanza di tutte le procedure di lavoro.

Inoltre, è fondamentale avere un piano operativo di sicurezza impianti elettrici in cui le responsabilità decisionali, organizzative e realizzative dei lavori sono ripartite tra le varie figure professionali, ovvero:

  • URI, Persona o Unità Responsabile dell’impianto elettrico;
  • RI, Persona designata alla conduzione dell’impianto elettrico;
  • URL, Persona o Unità Responsabile della realizzazione del lavoro;
  • PL, Persona preposta alla conduzione dell’attività lavorativa.

Inoltre, per le manovre di esercizio e controlli funzionali si devono impiegare, se necessari, attrezzi ed equipaggiamenti finalizzati alla prevenzione dei pericoli elettrici per le persone. Tutte le operazioni devono avere l’approvazione del RI che, dovrà anche supervisionarne l’attuazione.

La formazione dei lavoratori nell’ambito dei lavori elettrici

Tutte le misure di gestione del rischio devono essere precedute dalla prevenzione che si realizza tramite una costante formazione dei lavoratori, affinché abbiamo maggiore consapevolezza e sappiamo come operare in sicurezza, effettuando regolarmente la manutenzione degli impianti e delle attrezzature come da normative tecniche CEI con rilascio di relativo attestato di conformità.

Inoltre, con l’adozione di dispositivi tecnici ( interruttori differenziali, interruttore di sicurezza per impianti elettrici, barriere fisiche, cartelli di pericolo, misuratori di tensione, materiali isolanti).

Sono altresì indispensabili le misure di protezione individuale, per cui vige l’obbligo di adozione da parte delle aziende, come guanti isolanti e calzature antistatiche.

I DPI per la protezione contro gli shock elettrici, oltre ai requisiti generali e supplementari comuni, devono assicurare un adeguato grado di isolamento; riportare la classe di protezione e/o della tensione d’impiego; riportare il numero di serie e data di fabbricazione.

Per quanto riguarda la formazione, bisogna aver seguito dei corsi specifici in ambito di sicurezza e gestione del rischio elettrico e la norma CE 11-27, art. 5.4 individua i requisiti formativi minimi che un persona avvertita, esperta e/o idonea deve avere.

Infatti, secondo quanto stabilito dal decreto 4/02/2011, in presenza di lavori con rischio elettrico di alta tensione, nessuna attività può essere eseguita da persone che non hanno un’adeguata formazione. Il personale dovrà possedere conoscente tecniche, avere abilità esecutive e organizzative sufficienti per permettere l’esecuzione in sicurezza.

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