Il coronavirus e la sanificazione dei vestiti da lavoro

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La sanificazione è una delle misure precauzionali e di prevenzione del contagio del virus SARS-CoV-2 più importanti richieste alle attività lavorative che vogliono continuare a operare in sicurezza.

La sanificazione vestiti da lavoro è fondamentale proprio come la sanificazione degli ambienti, ma il metodo di disinfezione dei materiali tessili è diverso da quello delle altre superfici.

Indicazioni generali per la sanificazione dei capi d’abbigliamento

Le indicazioni relative alla sanificazione di abbigliamento e materiali tessili non sono dei veri e propri obblighi di legge ma più delle raccomandazioni presenti a partire dal DPCM del 17 maggio 2020 e successive integrazioni.

La circolare ministeriale indica che per i capi di abbigliamento è opportuno programmare trattamenti giornalieri o con cadenza regolare.

Tra i metodi utilizzati per sanificare i vestiti, quelli che sembrano avere maggiore efficacia sono:

  • Vapore secco, sistema più consigliato
  • Lavaggio dei capi in acqua con normali detergenti o a secco presso le lavanderie
  • Le radiazioni ionizzanti o le lampade UV-C, anche se non adatte a tutti i capi come ad esempio la biancheria tratta con sbiancati ottici o abiti in fibre naturali con colori accesi.

Sanificazione dei vestiti da lavoro

I vestiti di lavoro si dividono in indumenti da lavoro ordinari (non-DPI) DPI e dispositivi medici (DM). Per l’abbigliamento da lavoro utilizzato in campo mediale, per gli indumenti in tessuto non tessuto (TNT) assorbente e politene (TNT/PE), si può usare la sterilizzazione con ossido di etilene.

Per gli indumenti in TNT e polipropilene e TNT tri-accoppiato, è da preferire il trattamento con macchine per la sanificazione dei vestiti come l’autoclave.

Inoltre, per ciò che riguarda gli indumenti da lavoro, quali DPI e dispostivi medici, il fornitore deve mettere a disposizione tutte le informazioni e le schede relative ai materiali utilizzati, alle procedure e modalità di trattamento della loro sanificazione.

La normativa che riguarda DPI e DM dice che le informazioni utili per la pulizia, manutenzione e disinfezione, deve essere indicata dai produttori e non devono avere effetti nocivi per i dispositivi e per chi li utilizza.

Le indicazioni di un rapporto dell’ISS indicano, qualora fosse necessario procedere al trattamento sanificante, di preferire il vapore a secco.

L’utilizzo di prodotti per sanificazione vestiti di tipo chimico è sconsigliato in quanto potrebbero alterare i colori, le caratteristiche delle fibre e avere un impatto negativo eco tossicologico.

Le radiazioni ionizzanti sono difficili da esportare a livello commerciale o in alcuni ambienti di lavoro, in alternativa possono essere usate delle lampade UV che rappresentano un buon compresso tra costo-efficacia e rapidità di utilizzo, ricordando sempre che non è un trattamento adatto a tutti i capi, come ad esempio, alcuni capi di abbigliamento intimo da lavoro.

Infine, il lavaggio dei vestiti da lavoro può anche avvenire in acqua con normali detergenti o con lavaggio a secco presso lavanderie professionali, un’ottima prassi per adempiere al meglio alle esigenze di sanificazione, anche se come processo di manutenzione straordinario.

 Altri consigli

Infine, ricordiamo che negli ambienti di lavoro bisogna sempre seguire le regole che prevedono la presenza l’utilizzo di guanti e mascherine, la presenza di dispenser  con gel idroalcolici all’ingresso e in alcuni punti strategici all’interno degli ambienti, facilitandone l’accesso a tutti i lavoratori.

Inoltre, sono consigliati interventi di sanificazione giornaliera utilizzando solo sostanze approvate come sanificatori dai documenti ufficiali rilasciati dall’ISS.

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