Il casco da lavoro per la protezione professionale

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Il casco da lavoro è un dispositivo di protezione individuale (DPI) che va indossato all’inizio della giornata lavorativa per proteggere la testa, una parte del corpo vitale e molto delicata.

Per questo motivo è importante scegliere il casco di sicurezza sul lavoro più adeguato, tenendo conto di fattori tecnici più che personali, basandosi sulla normativa vigente in materia.

Normativa casco da lavoro

È il datore di lavoro che deve individuare il caschetto da lavoro più adatto in base alla valutazione dei rischi delle figure professionali che operano in azienda.

Con l’allegato VIII del Decreto legislativo 81/2008 vengono elencate le caratteristiche degli elmetti antinfortunistici in base alla mansione specifica, il loro scopo è quello di proteggere da rischi meccanici, rischi da schiacciamento, rischi elettrici e termici, rischi da spruzzi di metallo fuso e rischio da visibilità ridotta.

Per rispondere a queste necessità, i produttori di elmetti da lavoro devono attenersi a delle normative tecniche ben precise:

EN 397:2013

È una normativa che spiega quali sono i requisiti fisici e prestazionali che il casco da lavoro deve avere, nonché i metodi prova e i requisiti di marcatura per il caschetto di protezione per l’industria.

Gli indici di prova di cui si fa riferimento nella 397 sono:

  • LD (Lateral deformation): resistenza alle deformazioni lataerali
  • MM (Metal Molded): resistenza ai lapilli di metallo incandescente
  • VAC: isolamento dielettrico a 440 VA

EN 12492:2012

Questa normativa spiega i requisiti di sicurezza e i metodi di prova riferiti ai caschi antinfortunistici utilizzati dagli alpinisti sportivi.

Quando si tratta di sicurezza sul lavoro, bisogna sempre orientarsi sulla scelta di elmetti da lavoro a norma EN 397:2013.

Valutazione rischi

La scelta del casco di protezione sul lavoro va fatta tenendo conto della valutazione dei rischi della professione svolta e del suo contesto.

Ad esempio, ci sono lavori in fune, come quello sui costoni rocciosi, il cui rischio è legato soprattutto alla possibilità di urti o incidenti simili agli alpinisti sportivi, ma ci sono delle differenze.

Un casco protettivo a norma EN 397:2013 ha il lacciolo che si apre quando si raggiungono i 25 kg, per evitare che il lavoratore, in caso resti impigliato, si possa strangolare, mentre l’elmetto da alpinista non si apre prima dei 50 kg per evitare che possa sganciarsi in caso di urti contro le pareti rocciose o cadute.

Se il rischio è legato all’arco elettrico, il casco da lavoro deve essere testando secondo la normativa 50365:2002, in quanto rientra nei DPI salva vita e appartengono alla III^ categoria.

Questi casi vengono impiegati su impianti di categoria 0 e 1, in quegli ambienti in cui il contatto con un elevato potenziale di tensione elettrica è molto alto.

Chi lavora nell’industria deve indossare elmetti antinfortunistici che rispondono alla EN 14052:2013, in grado di fornire protezione contro cadute di oggetti e urti per impedire gravi lesioni celebrali, fratture del cranio o lesioni al collo.

Colore del casco di protezione

Il colore del casco di sicurezza sul lavoro deve essere scelto attentamente dal datore di lavoro e deve tenere in considerazione la visibilità dell’elmetto.

Il colore deve contrastare il più possibile con quello dell’ambiente di lavoro per facilitare l’individuazione del lavoratore in caso si verifichi un incidente, inoltre, deve rispecchiare l’organizzazione aziendale, ovvero, la suddivisione dei ruoli e delle mansioni.

Accessori casco da lavoro

Il casco di protezione sul lavoro può essere implementato con degli accessori che possono anche contribuire a rafforzare la protezione di altre parti della testa.

Ad esempio, ci sono gli elmetti da lavoro con visiera che proteggono gli occhi, quelli che hanno incluse delle protezioni per il collo e quelli per le orecchie, inoltre, sono importanti anche le applicazioni con colori fluo e catarifrangenti per migliorare la visibilità.

Ci sono poi accessori pensati per migliorare comfort e igiene, come le imbottiture lavabili e intercambiabili, oppure, come il sistema di regolazione basato sulla circonferenza del cranio.

Altre caratteristiche importanti sono la presenza di prese d’aria laterali che devono essere posizionate in punti strategici e il peso del casco.

Durata del casco protettivo da lavoro

Se il casco da lavoro appartiene alla II^ categoria non viene sottoposto a controlli annuali, a differenza di quello dielettrico di III^ categoria, in cui invece sono obbligatori.

Può essere ispezionato solo da personale esperto. Indipendentemente dalla categoria di appartenenza, è importante anche guardare sempre la data di scadenza dell’elmetto che, solitamente è di 5 anni per quelli economici, o di 10 anni per le marche più professionali.

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